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Inquietudine sana vs inquietudine che chiede aiuto: come capirlo

• va e viene (non è sempre uguale),
• convive con interessi, amici, curiosità,
• cambia quando cambiano le condizioni (vacanze, stress, scuola),
• non spegne completamente il piacere.
Invece è bene non minimizzare quando compaiono segnali come:
• ritiro marcato e persistente (isolamento, abbandono di tutto),
• sonno stravolto per settimane,
• perdita di interesse generalizzata (“niente mi piace più”),
• calo drastico del funzionamento (scuola, igiene, routine),
• autodenigrazione costante o disperazione,
• abuso di sostanze o comportamenti rischiosi ripetuti.
La differenza non è “se è inquieto”, ma quanto dura, quanto compromette la vita e quanto lascia spazio al desiderio.